

Perchè non un monitor CRT (Tubo catodico)? Per dare una risposta a questa domanda basta elencare i pregi dei display LCD:
tra i difetti possiamo annoverare il prezzo che, anche se in forte calo, è tentenzialmente più elevato, l`angolazione visiva che è sicuramente inferiore ai CRT e tanti utenti evidenziano una non fedeltà dei colori. Vediamo quindi le caratteristiche principali di un monitor LCD.
La dimensione del display LCD
Al momento i modelli che hanno il miglior rapporto prezzo/dimensioni sono quelli a 17 pollici. Andare su dimensioni maggiori vuol dire spendere, in proporzione, molto di più. Dal momento che i 17 pollici di un LCD equivalgono a circa un 19 pollici CRT, nella maggior parte dei casi ci si può decisamente accontentare. Ci sono anche i modelli 16:9 che vanno bene in certe applicazioni dove non si sa mai dove mettere le palette quando si utilizzano complessi programmi di disegno e/o fotoritocco o per vedere DVD nel formato cinematografico.
La risoluzione dei monitor a cristalli liquidi LCD
Cominciamo a vedere quali sono i parametri veramente importanti da valutare prima dell` acquisto. La misura di un monitor viene espressa in pollici (1 pollice = 2,54 cm) e rappresenta la misura della diagonale dello schermo.
A differenza dei monitor a tubo catodico, che mantengono la stessa qualità di visione a risoluzioni diverse, gli LCD danno il massimo soltanto alla risoluzione nativa. La spiegazione è semplice: negli LCD la risoluzione nativa dipende strettamente dalla dimensioni dello schermo. In un modello da 15 pollici la risoluzione deve necessariamente coincidere con i pixel presenti in tutte le righe del display. E quindi, fatti due calcoli, la risoluzione nativa non può essere che 1.024 per 768, mentre in un 17 pollici sarà 1.280 x 1.024.
Si possono usare anche con risoluzioni diverse, ma la perdita di qualità è drammatica. Se non sì è grandi esperti di risoluzioni è bene valutare il comportamento del display a quella nativa, e vedere se può andare bene per l’uso di tutti i giorni, e poi modificarla per controllare che il risultato non sia del tutto pessimo. Diciamo che schermi con risoluzioni pari a 1.024 x 768 pixel vanno bene per applicazioni d’ufficio, mentre per navigare bene e per muoversi a proprio agio sullo schermo è bene che la risoluzione sia 1.280 x 1.024. Ci sono schermi con risoluzioni maggiori, ma si tenga presente che quando la si abbassa il risultato può diventare inaccettabile. Concorre alla qualità delle immagini anche il dot pitch, ossia la distanza che separa un pixel dall’altro. Naturalmente più vicini sono questi punti (il valore si misura in millimetri), maggiore sarà la definizione dell’immagine visualizzata.
Luminosità e contrasto dei dislay LCD
La luminosità (anche detta luminanza o brillanza) si esprime in candele a metro quadrato (cd/mq) e da 250 va già bene, considerando che i monitor a tubo catodico ben difficilmente superavano le 100 candele al metro quadrato. Più un display a LCD è luminoso più sarà piacevole da vedere, e questo fattore si fa sentire soprattutto in ambienti molto luminosi. Ci sono LCD che arrivano anche a 450 candele, ma più di questo valore è importante il contrasto per assicurarsi che la qualità sia veramente all’altezza delle aspettative. Questo valore è indicato da un rapporto. Al di sotto di 300:1 è meglio lasciar perdere, e d’altra parte sono ormai pochi i modelli con contrasto inferiore. Per evitare delusioni, se il prezzo non è proprio determinante, meglio orientarsi su modelli a partire da 400:1.
Tempo di risposta
Uno dei valori più importanti della quale tenere conto è il tempo di risposta dei pixel che compongono l’immagine visualizzata sullo schermo. Più basso è questo tempo, più i pixel saranno capaci di accendersi e spegnersi velocemente e meno scie si vedranno in presenza di filmati con spostamenti veloci delle immagine. Qualora si voglia utilizzare il monitor a cristalli liquidi per giocare o vedere film il tempo di risposta non deve essere superiore ai 16 millisecondi, per evitare "fastidiose scie". In generale sconsigliamo l`acquisto di un monitor LCD con tempi di risposta superiori ai 25 millisecondi.
L’angolo di visuale
Quando un display a cristalli liquidi si guarda frontalmente fa tutto bene. Man mano che ci si sposta lateralmente, o lo si guarda dal basso o dall’altro, la qualità decade. Tutti i produttori forniscono l’angolo di visione orizzontale e verticale, entro il quale le immagini visualizzate sono accettabili. Quando si legge in tabella 150°, si deve tenere presente che significa 75° a sinistra (o in alto) e 75° a destra (o in basso). Questo valore, che abbiamo citato come esempio, è anche un valore più che sufficiente per l’uso normale di un monitor.
Gli ingressi dei monitor LCD
Tutti i monitor hanno l`ingresso analogico (RGB), in altre parole il classico ingresso video. Quelli di fascia elevata hanno anche l`ingresso digitale (DVI). Con le schede video tradizionali si è abituati ad avere un segnale digitale generato dal computer, trasformato dalla scheda video in analogico perché possa transitare dal pc al monitor, e quindi ritrasformato in digitale nella periferica di visualizzazione. Sono parecchi passaggi, e l’informatica insegna che più ce ne sono più le immagini degradano. Chi ha una scheda grafica con uscita digitale (DVI) farebbe bene a prendere in considerazione un display che abbia questo tipo di ingresso, nonostante sia uno dei componenti che fanno crescere di parecchio il prezzo finale del monitor. Anche una porta USB integrata sul monitor può essere utile, così come un ingresso S-Video si rivela utile per visualizzare direttamente sullo schermo foto digitali o filmati collegandolo direttamente con foto e videocamere.
E i televisori LCD?
Sono semplicemente dei monitor LCD multimediali (hanno le casse acustiche e il microfono incorporati) che hanno in più all` interno un sintonizzatore che permette di memorizzare i canali televisivi. I prezzi di questi prodotti sono ancora abbastanza elevati ma in rapida discesa.
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